lunedì 18 febbraio 2013

La MAFIA delle SS (società sportive)

Riepilogo delle puntate precedenti: sono calato 37 Kg, da solo, senza drogarmi e senza particolari aiuti se non quello paziente e tollerante di mia moglie.
Vado dal medico per farmi prescrivere un esame del sangue di routine, già che ci sono gli chiedo una visita cardiologica sotto sforzo. Detto fatto.
Mi reco al cup per le prenotazioni, ovviamente per l'ECG ci sono problemi: "guardi è un esame di secondo livello, non la fanno accedere se prima non fa una visita cardiologica 'standard'."
Spiego pazientemente che già anni fa ne feci una, e che poi non mi mandarono alla visita sotto sforzo perchè non avevo problemi; inoltre spiego che girando in bici qualche centinaio di Km al mese, e non essendo più giovanissimo, anche IL MEDICO mi ha consigliato di farne una.
"No guardi non si può fare, provi a telefonare al Centro di Medicina dello Sport".
Telefono, una comica:
Io: "Buongiorno, vorrei prenotare COME PRIVATO una visita cardiologica sotto sforzo"
Lui: "Quanti anni ha?"
Io: "38"
Lui: "No guardi, a questo numero prenotiamo solo gli ultraquarantenni, e comunque non accettiamo privati, neanche a pagamento".
Io: "Mi scusi ma se volessi iscrivermi a qualsiasi competizione 'open'?"
Lui: "Ci vorrebbe la richiesta dell'organizzazione e COMUNQUE un'iscrizione a una società sportiva".

Alcune riflessioni:
  • Se mi avessero chiesto 80 euro non avrei battuto ciglio, facendo la richiesta da privato; quindi l'AUSL  piange miseria ma quando si tratta di incassare subentrano misteriosi impedimenti azzeccagarbuglieschi.
  • Nessuno si vuol più prendere alcuna responsabilità
  • Uno dei grandi problemi della diffusione dello sport in Italia è la mafia delle società sportive e delle federazioni che fanno da imbuto rispetto a qualsiasi tentativo diverso di diffondere lo sport. Sei un privato? Sfiga.

venerdì 8 febbraio 2013

Metabolismo e dieta.

Inizio con una precisazione: non sono un medico ma soltanto un curioso che sta sperimentando uno stile di vita più sano, ma non è detto che quello che va bene per sia adatto per tutti, ovviamente.
Seconda precisazione: aggiungere ad ogni consiglio "con moderazione". Ognuno giudichi per sè la propria soglia.

Poi veniamo ai piccoli effetti collaterali di una vita più attiva:
  •  Metabolismo alto vuol dire tanta energia, a volte mi sento un leone e devo moderarmi, perchè potrei “sbranare” qualcuno o esagerare con lo sport.
  • A volte mi addormento con difficoltà, ma un libro non troppo avvincente è sempre mio caro amico
Ed ora le "mie regole auree” per tenere sveglio il metabolismo:

  • Bere tanta acqua (+ caffè, tisane, the verde, citrus...).
  • Non saltare i pasti (ad esempio io non amo la colazione ma un frutto al mattino minimo lo mangio, magari sgranocchiando mezza stecca di cannella).
  • Pochi carboidrati.
  • Vestirsi poco, riscaldamento basso, abituarsi alle temperature fresche (il fisico brucia di più e non si "siede").
  • Dieci flessioni alla mattina appena alzato.
  • Camminare, possibilmente con passo veloce e mani libere; i medici dicono almeno mezz'ora, ma non potendolo fare cerco di recuperare durante il giorno con tanti piccoli spostamenti, magari poco vestito e di corsetta.
  • cardio (bici e corsa) senza strafare, almeno fino a quando non sarò più in forma
  • Un po’ di pesetti in casa e di stretching sul tappeto (cercando di non fare MAI due giorni consecutivi della stessa attività, cioè cardio-cardio o potenziamento-potenziamento). Anche i muscoli bruciano calorie.

Sport “bruciagrassi”?

Ogni tanto risento il classico mantra di molti istruttori sportivi, che recita qualcosa del tipo:
frequenza cardiaca bassa -> bruciagrassi
frequenza media -> allenamento soft
frequenza alta (non oltre la soglia aerobica) -> cuore polmoni

Poichè non faccio sport per bruciare i grassi (anche se ho ancora parecchi chili da perdere) ma come sfogo e voglia di vita all’aria aperta, ultimamente sto cercando di fare un po’ del cosiddetto “interval training” per migliorare un po’ la mia scarsa capacità atletica e divertirmi sempre di più :).

Ad esempio l’ultima decina di chilometri in bici prima del rientro, cerco di alternare circa 45 pedalate “con un rapporto duro” (circa 30 secondi, ma è più facile contare le pedalate) e qualche minuto sempre alla stessa frequenza di pedale ma con un rapporto più tenero.
Idem con la ciclette in casa. Quando raramente esco per correre, faccio 2 minuti di corsa “relativamente veloce” (rispetto al mio ritmo) e 3 di passo...

Leggo per caso che esiste un sistema (che pare) efficace per perdere peso con allenamenti BREVI E INTENSI: 30 secondi a frequenze alte (>80% della frequenza massima) e un minuto di recupero, per tre volte consecutive, UNA VOLTA alla settimana.

Tale rimedio sarebbe persino più efficace (in ottica “brucia grassi”, per la salute conta ovviamente anche il resto) di ore di lunghissime (e forse per molti pallosissime) camminate o pedalate...

Di chi bisogna fidarsi allora? Beh del proprio fisico.

giovedì 31 gennaio 2013

L’importanza dell’acqua (anche come “brucia calorie”)

Uno degli errori peggiori che possiamo fare quando cerchiamo di perdere peso è saltare i pasti.
Su questo concordano TUTTI: se salto un pasto il mio corpo “pensa che ci sia la carestia” (come dice il mio chiropratico) e “consuma meno”.
E’ fisiologico e naturale che il metabolismo si abbassi quando mangiamo meno, specie se prima ingurgitavamo avidamente interi barattoli di maionese e ora gambi di sedano; possiamo cercare di mangiar bene, di fare sport e una vita attiva, ma inevitabilmente un po’ si abbasserà.

La cosa che non tutti sanno però, è che anche l’acqua può aiutare a contrastare questo fenomeno.
Quello che dicono tanti medici è di bere MINIMO un litro e mezzo di acqua al giorno in inverno e senza sudare troppo, altrimenti anche il doppio.

E se per voi bere fosse un sacrificio? Vi basterà pensare che aiuterà il corpo a rimanere sveglio e in salute (tenendo anche presente che le proteine intossicano, quindi a maggior ragione: tante proteine -> TANTA ACQUA)

Quanto alla lunghissima discussione sull’acqua del rubinetto o la minerale, io sono per l’oligominerale.
L’acqua del rubinetto è cattiva, piena di cloro, mentre l’acqua “buona” è inodore e quasi del tutto insapore; nel frattempo cerco di bere secondo la logica della filiera corta (COOP, cioè da noi Monte Cimone).
Avrei un osmotizzatore, se non fosse un articolo “fuori mercato” alla mercè degli sciacalli del “porta a porta” (2500 euro per una POMPA? quasi quasi Villa Arcore è più conveniente...); appena ne proporrà uno la grande distribuzione a prezzi popolari, ne approfitterò sicuramente.

mercoledì 30 gennaio 2013

Colazione tipica

Caffè (in capsula Coop, consigliato) ovviamente senza zucchero

1 Kiwi - OPPURE - 1 Mela (buona con la cannella sopra tipo strudel) - OPPURE - 1 arancio - OPPURE - (raramente) 1 Muffin - OPPURE - (raramente) 1 fetta di pane sottile con marmellata

The verde + MATE ovviamente senza zucchero -  OPPURE - the verde/bianco + CITRUS (arancio amaro)

1 pastiglia di ascorbato di potassio (vitamina C)

qualche grammo di cannella in stecca, da masticare (brucia i grassi, pare, e toglie la fame)

1 bicchierone (300ml) d'acqua con qualche goccia di estratto di Echinacea

Totale: molti liquidi, pochi zuccheri (buoni, è frutta), molte vitamine, un po' di erbe varie e nient'altro

sabato 19 gennaio 2013

La motivazione

Molti mi dicono “Ok ti sei innamorato del bello della vita e tutte quelle minchiate lì :) ma in pratica DOVE hai trovato la motivazione, cosa è cambiato rispetto a prima?”

Io credo che sia fondamentale il punto di vista; per anni ho cercato di dimagrire così avrei potuto “sentirmi più figo, o andare meglio in barca a vela, o correre senza handicap, o farmi questo regalo, o migliorare l’aspettativa di vita e rendere più felice la mia famiglia”... tutti obiettivi giusti ma troppo a lungo termine.

E’ difficile sopportare i morsi della fame quando “forse” avrai una gallina domani.

E’ molto più facile invece se l’obiettivo è vivere meglio OGGI.
 
Oggi sto meglio, quando “arriverò” non mi interessa.

Oggi mi sento un leone, subito, il primo giorno di dieta.
E mai smetterò di esserlo: potrò cadere, ma anche rialzarmi a testa alta.

domenica 13 gennaio 2013

La “rivoluzione sana”

Il sistema è schizofrenico, è noto a tutti.

Da una parte guadagna miliardi di euro con monopoli sulle droghe e tasse sui consumi sfrenati lamentandosi fra l’altro del fatto che “consumiamo poco”, dall’altra elenca i danni ciclopici causati da obesità, abuso di droghe, fumo, alcol (che comunque sono inferiori agli introiti diretti, cioè tasse e monopoli)...
 

Credo fermamente nella decrescita felice, anche come rivoluzione culturale non violenta.

Fanculo le sigarette, poco alcol ma buono, poco cibo ma buono.

Decido IO cosa e quanto consumare.

mercoledì 21 novembre 2012

Sport - dieta - agonismo?

Dicono in tanti (giustamente) che lo sport aiuti a tenere il metabolismo “vivace”, che liberi endorfine, che tenga il fisico in salute...

C’è un aspetto ulteriore che ho scoperto essere veramente vincente, almeno per me.

Lo sport dà motivazione. Quando torno in bici dopo una settimana di lavoro, magari non mi sono allenato ma sono calato un paio di chili... e mi sento un leone, almeno “relativamente a me stesso”.

Ma di QUALE sport sto parlando?
Non esiste solo l’agonismo, lo sport è soprattutto contatto con la natura, esplorazione dei propri limiti, una benefica e gratuita evasione dal “logorìo della vita moderna”.

Leggevo l’altro giorno sulla “Gazzetta dell’unico Sport esistente in Italia”, che una partita di basket di due squadre giovanili è finita 205-6, con tanto di lettera indignata di un lettore e risposta altrettanto indignata del giornalista.

Falsi e ipocriti che non siete altro!

Questo è l’agonismo, l’avete voluto voi... Ho sempre avuto il sospetto che il “rispetto dell’avversario” sia solo una finzione. “Fatti pure prendere a pugni che ti rispetto...”

Resto dell’idea che sia meglio andare per boschi che farsi predere a pallonate in una palestra davanti a frustrati genitori di “future promesse dello sport”...

martedì 20 novembre 2012

Appagamento

Non ero mai calato ventisei chili prima d’ora, ed è anche vero che non ero mai stato tanto grasso.
Credevo che l’unico vero problema legato alla dieta, fosse imparare ad alimentarsi correttamente senza essere sopraffatti dai terribili “colpi di fame”.

Invece ho scoperto che esistono anche altri ostacoli non meno insidiosi.

Uno di questi è l’appagamento.

Cominciano a dirti che sei bravo, che stai bene, di non esagerare, persino qualche ragazzetta che timidamente comincia a non girarsi dall’altra parte...

una piacevolissima sensazione che in realtà nasconde un grande rischio... quello di pavoneggiare troppo il “proprio IO tanto a lungo bistrattato” e dimenticarsi del fatto che siamo solo a metà del percorso...

Sfruttare le proprie debolezze / punti di forza

Se siamo obesi, è facile che varie volte abbiamo provato a dimagrire nella vita, con esiti deludenti o non “definitivi”.
La statistica è contro di noi, ma è anche vero che se esaminiamo tanti fallimenti con sincerità, senza false illusioni, possiamo imparare tanto dai nostri errori.

Chi mi può conoscere meglio se non il sottoscritto?

Non pensare mail al cibo

Tutti noi ciccioni abbiamo una capacità di “dimenticare” mostruosa...
Per interi lustri abbiamo ignorato intere orde di medici/amici/parenti che ci avvertivano dei nostri possibili problemi di salute.
USIAMO questa forza a nostro favore e non contro di noi.

Per anni mi è capitato di pensare "devo essere bravo, devo mangiar poco", poi di violare beceramente questo proposito di fronte al frigorifero, o a una tavola imbandita... Per anni pensavo al cibo lontano dai pasti, e seduto a tavola non consideravo quanto male mi stessi facendo...

Non bisogna MAI pensare al cibo, specie se lontano dai pasti.

Pensiamoci invece qualche minuto prima, per decidere e SCEGLIERE cosa mangiare (senza spiluccare tutto quello che vediamo in tavola e/o nel frigo, o farci prendere dalla frenesia alimentare in fila alla mensa...). 

Decidiamo NOI cosa mangiare e quanto.

mercoledì 31 ottobre 2012

Libera il maggiore Hartman che è in te

C’è chi dice che in una dieta bisogna assolutamente gratificarsi, e sicuramente è vero anche per me.

Quello che però mi smuove di più è quando la mia coscienza mi dà del ciccione e mi ordina di fare qualcosa. Prima cercavo di addormentare questa parte di me, adesso mi sento molto più recettivo, e non mi vergogno a darle voce.

Per questo non mi spavento se mi peso tutte le mattine, e se ho sgarrato mi impongo una condotta più rigida per la giornata.

Se sono in bici e c’è una salita troppo impegnativa, o sto morendo per due passi di corsa, modero il “maggiore Hartman interiore” perchè non vorrei morire d’infarto.

Ma quando ragionevolmente so che posso farcela, senza farmi troppo influenzare dalla mia pigrizia innata, lo scateno. E al suo grido di “palla di lardo” raggiungo la meta.

martedì 30 ottobre 2012

Senza scorciatoie (la cura non deve esser peggiore del male)

Il mio obiettivo è vivere bene da subito, ma non voglio scorciatoie che mi procurino guai adesso o in futuro, che siano diete folli del dottor tal-dei-tali espulso dall’Ordine dei Medici (fa ribrezzo leggere qui a proposito di una delle “genialate” dell'ex-dottor Dukan) o farmaci o droghe o rimedi miracolosi (che solitamente sono truffe o fanno male)

Non voglio una dieta che acceleri il processo di dimagrimento a scapito della MIA salute, o una che non possa sostenere per lungo tempo.

Vorrei alimentarmi per il mio benessere psicofisico (e anche per quello del palato, perchè no) e IMPARARE a mantenerlo quotidianamente.

Posso conciliare le due cose senza farmi del male? Cosa mi manca per farlo?

Se non riesco da solo posso farmi aiutare da medici e/o psicologi competenti, ma senza scorciatoie.

Venditori e Nerd

Da una decina d’anni ormai vivo nei mondi IT, software, vendita, consulenza e devo dire di averne viste di cotte e di crude, dalle quasi-truffe ai bravi consulenti (assai rari).

Da parecchio mi occupo anche di Linux, Open Source e in generale mondo “Open”, seguendo sia gli aspetti tecnici che quelli legati agli andamenti di mercato.

Da nerd, per anni ho auspicato la “morte dei commerciali”, in senso professionale, cioè ad un mondo IT popolato solo da “utenti” e da “tecnici”, intravedendo nella crisi una possibile attuazione della mia previsione.
Ero stanco di vedere fighetti imbellettati girare in potenti macchine tedesche, evangelizzando il “povero” cliente di turno, a scapito dei “tecnici sfigati” che hanno l’onere di implementare il venduto e cercare di farlo funzionare; magari facendo a pugni con un software “closed” e con grandi limitazioni.
 
Ero stanco di veder vendere l’infattibile (dai commerciali), e inventarsi l’impossibile (dai tecnici).

Uno dei motivi per cui l’Open Source non ha ancora sfondato, almeno nel mondo degli applicativi IT (mentre nella telefonia ad esempio SI, vedere Android per credere) credo sia proprio questo odio atavico fra tecnici e commerciali.

I primi sono frustrati perchè spesso sottopagati e costretti sempre ad inseguire quello che il venditore ha sbolognato al cliente, i secondi vorrebbero vivere in un mondo dove si vende “un prodotto già confezionato”, senza avere a che fare con orde di geek ciccioni e un po’ nerd (per citare lo stereotipo del softwarista) e con tutte le seghe connesse al delivery vero e proprio della “soluzione”.

I venditori tipicamente amano le soluzioni “più closed possibili” perchè danno risultati facilmente prevedibili e alla fine si avvicinano all’ideale della “vendita dei pacchi”, mentre i geek al contrario vorrebbero spesso un mondo open e senza limiti (di tempo, di spazio, di immaginazione).

Per una consulenza di 100, le multinazionali spesso si “mangiano” il 50%, un 30% alle vendite, e un 20% ai miseri tecnici (se va bene).

Questo può funzionare in un mercato in crescita, ma con la crisi di oggi la capacità di spesa è  molto ridotta... e la fetta mangiata non può andare a discapito dei tecnici (vedi gli esperimenti falliti in India) o dei commerciali (i servizi NON SI VENDONO DA SOLI... cari amici nerd, sappiatelo).
 
Aprire gli occhi potrebbe essere un'opportunità di business in un mercato IT in grande recessione.

No alle false compensazioni

Quando ho cominciato a mangiare in modo ragionevole, molti mi dicevano di essere un pazzo a smettere di fumare e iniziare una dieta nello stesso momento.

Questo deriva da un’errata percezione dei meccanismi con cui funziona il nostro cervello.

Il cervello non è un circuito idraulico in cui se tiro una leva (= mi metto a dieta) ho bisogno PER FORZA di un meccanismo compensativo. O dove NON POSSO tirare due leve assieme.

Magari questo è vero se la dieta è vissuta come una costrizione.

Trovo invece che sia più facile SE la scelta dipende da qualcosa di più serio, cioè da una rigorosa scelta di uno stile di vita DIVERSO.

Si IMPARA, non si costringe. Quando imparo ad andare in automobile, non è che per forza debba sfogare il fatto che prima non sapessi guidare o debba disimparare ad andare in ciclo.

Se imparo a non uccidermi col cibo, perchè non imparare anche a non uccidermi col fumo?

Non è obbligatorio farlo insieme, ma ma non vedo come queste cose si possano mutualmente escludere.

lunedì 29 ottobre 2012

Rimozione della causa?

Su questo sospendo in parte il giudizio, non sono uno psicologo. 
Però non credo che alla base di tutte le disfunzioni alimentari (o in generale dei vizi) ci sia per forza un disagio psicologico.
Premesso che a tutti non farebbe male “un po’ di psicologo”, credo che troppo spesso questo sia vissuto come un grande alibi.
Tutti siamo stressati. Chi ha figli, chi non li ha, chi ha troppo lavoro, chi non ce l’ha per niente...
Ogni momento della vita può generare stress o problemi, se non IMPARIAMO A VIVERLO cogliendone i lati positivi.
E’ solo quello il trucco. 
Se torno al bello, mi RI-BELLO come dice Bergonzoni, rimuovo anche le cause dello stress.
E automagicamente mi trovo ad aver rimosso tutti gli alibi in un colpo solo.

Rendersi conto del problema

Essere grassi non consente di vivere una tranquilla e serena “normalità”.
Scale? Fatica? Stanchezza? Delusioni? Autostima sotto i piedi? Poltrone strette nei treni e negli aerei? Cattivo esempio per i figli? Problemi di salute?
[...]
Questi problemi sono evidenti e non ci spendo neanche una parola in più, anche perchè NON sono quelli più gravi.

La salute viene (quasi) prima di tutto, ma c’è qualcosa che secondo me è davvero più importante e cioè ‘vivere con pienezza’.

In un post precedente raccontavo che una persona importante, un “grande della vita” mi ha insegnato con i fatti, a vivere con intensità, a non lasciare niente di intentato.
Quello che secondo fa veramente la differenza, non sono tanto i lati negativi che si incontrano nell’essere obesi (o drogati, o alcolizzati, o malati di lavoro...), quanto gli aspetti positivi che si perdono.

Respirare a pieni polmoni in un bosco, una corsa liberatoria o una pedalata zen fuori città, una veleggiata in amicizia non sono la stessa cosa, se le forze non rispondono e ci sentiamo “legati”.
Confrontarci con la natura, vivere in pienezza, cogliere serenamente i frutti della vita senza sentirsi in colpa o in debito con sè stessi... come può essere possibile farlo se non siamo “mens sana in corpore sano”?

Poter vivere con intensità, senza autoprivarsi del piacere di tutto, questa è la chiave.

Anche del piacere del cibo, perchè il TROPPO cibo diventa una malattia, e nella malattia c’è molta più dipendenza che piacere.

venerdì 26 ottobre 2012

Cosa ti ha portato qui

Molti si chiedono, magari andando dallo psicologo, quale sia il problema alla base della loro dipendenza.
Da cibo, alcol, sesso, fumo o droghe.
Non voglio assolutamente minimizzare la rimozione della cause, ammesso che ce ne siano sempre, ma perchè invece non ribaltare la questione?
Cosa mi impedisce di provare a fare un serio cambio di vita?

Quando gli amici mi fermano e mi chiedono come ho fatto, o cosa è scattato, la mia risposta sembra deludere alcuni: “ho aperto gli occhi”.

Così come sfottevo quelli che vivono per lavorare, o per arricchirsi, o per qualsiasi altro futile motivo, non mi accorgevo in realtà che il mio vivere per il cibo mi privava di tanti altri piccoli e grandi piaceri della vita: una corsa liberatoria all’aperto, una piccola fuga in ciclo dalla città, respirare a pieni polmoni in mezzo a un bosco.

E’ vero, lo sport libera endorfine, elimina tossine, aumenta il metabolismo.

"Ah il mio metabolismo lento mi impedisce..." un attimo... ma come mai che nei campi di concentramento non c’era neanche un ciccione?

mercoledì 24 ottobre 2012

Mattina

Partenza ore 6.50, temperatura 14°C e umidità 97%

Esco. Buio totale, ma sono vestito e non ho paura di niente.

Prendo la ciclo e imbocco l'argine, nell'oscurità. Tutto tace, il mondo è ancora a letto, ma un uomo solo è al comando... di cosa? della sua vita.

7.30 circa. Albeggia, ma c’è un nebbione che non si vede un’ostia, pedalo nel latte, l'umidità è aumentata, ma mi sento VIVO.

8.30 arrivo a Cavezzo, caffè e panino semidolce al crudo. Attendo i compagni di viaggio con rinnovate aspettative.

La giornata comincia adesso!

28-12-2011

Quel gran genio di mio zio


Le persone vanno, le emozioni si vivono, le idee restano. E quando l'emozione sposa un'idea, la rende indimenticabile.

Questo modesto scritto cerca di essere un omaggio a un grande, e ai grandi valori che mi ha trasmesso, di cui elenco come promemoria per me e per le generazioni future, un manifesto di tutti i valori che voglio impegnarmi a tramandare e a vivere (le citazioni sono testi più o meno noti di autori diversi, non avrei saputo scrivere di meglio):
  • L'empatia, il relativismo come valore contrapposto agli steccati della tradizione secolare, riconoscere nell'altro “diverso” da noi, un arricchimento invece che un indebolimento o una minaccia...
    “se sei un uomo ce l'hai scritto in faccia, se sei un uomo ce l'hai scritto nel cuore”
  • Il beneficio del dubbio, dell'assenza del dogma, come principio di civiltà matura e di saggezza condivisa...
  • Il desiderio di 'tenere botta', di andare avanti, di vivere un'esistenza “normale” ma al tempo stesso “impresa eccezionale”
  • Il coraggio di essere “i gatti neri, i pessimisti” piuttosto che rassicurarsi vicendevolmente con la favoletta della buona notte
  • L'autoironia, perchè la vita è meravigliosa specialmente se sappiamo scherzare anche sulle nostre sfighe
  • Il non perdersi d'animo, saper “ripartire, certamente non volare, ma viaggiare”
  • La cultura tecnica perchè è “meglio riparare piuttosto che buttare”, perchè “con un cacciavite in mano” si possono veramente “fare miracoli”
  • Il coraggio di essere spregiudicati, perchè “troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante”
  • Scommettere senza riserva sulle emozioni perchè “è solo la paura che inquina e uccide i sentimenti”
  • Il disprezzo per l'uso delle armi, il disincanto di fronte a bandiere e divise perchè “fu un generale di vent'anni, occhi turchini e giacca uguale” a causare morte e distruzione
  • La solidarietà per chi è più sfortunato, perchè “se non son gigli sono pur sempre vittime di questo mondo”
  • La capacità di sentirsi piccoli di fronte a un universo smisurato e inconcepibilmente grande che si apre “immenso intorno a noi, al di là del limite degli occhi tuoi”
  • Sapere volare “ancora ancor più sù, planando sopra boschi di braccia tese”, sopra il branco, come un “canto libero” che si innalza sui “pensieri della gente, a tutti i suoi retaggi indifferente”
  • Non arrendersi mai, come Nuvolari che “corre se piove, corre dentro il sole, tre più tre per lui fa sempre sette”
  • Essere consci che “Chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche”, ma che alla fine “Il pensiero come l'oceano, non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare”
  • Il coraggio di andare anche controcorrente, certi della propria onestà
    “quello che non ho... sei tu dalla mia parte
    quello che non ho... è di fregarti a carte”
  • Lo stupore davanti all'universo, senza smanie di conquista
    “io non ho bandiere da piantare ma un universo da guardare...”
  • Vivere con intensità vera, fino a quando lo potremo fare
    “Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto”



E da ultimo ho inserito la poesia che ha interpretato il grande Louis Armstrong poco prima della scomparsa (anche lui a 69 anni) e che ha donato all'umanità come testamento; lui che poco prima di morire aveva detto: "Penso di aver avuto una bella vita. Non ho pregato per ciò che non potevo avere e ho avuto all'incirca tutto ciò che desideravo perché ci ho lavorato"


Che mondo meraviglioso (Louis Armstrong)


Vedo alberi verdi e rose rosse
Le vedo sbocciare per me e per te
E fra me e me penso “che mondo meraviglioso”

Vedo cieli blu e nuvole bianche
Il benedetto giorno luminoso, la sacra notte scura
E fra me e me penso “che mondo meraviglioso“

I colori dell'arcobaleno, così belli nel cielo
Sono anche sui visi della gente che passa
Vedo amici stringersi la mano, chiedendo "come va?"
Stanno davvero dicendo "Ti amo"

Sento bambini che piangono, li vedo crescere
Impareranno molto più di quanto io saprò mai
E fra me e me penso “che mondo meraviglioso“
Sì, fra me e me penso ”che mondo meraviglioso”